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Damiani ora ne so di più!

April 21, 2017

Superate l'estenuante fila d'ingresso entriamo nei portici e, non essendoci segnalazioni, ci dirigiamo nel secondo cortile, altra fila, e, non sapendo bene che fare, chiediamo. Scopriamo che la mostra è ubicata nelle sale precedenti alla mostra di Manet. Tentiamo di capire come poterla raggiungere e la guardia ci risponde che possiamo salire ed andare direttamente alla sale da noi richieste. Così, con un po'di imbarazzo, sorpassiamo tutta la fila e saliamo le scale.

Cosa??? E già, se non si è un personcina più che rispettosa (dei poraci fuori che si fanno 2 ore di coda!) si può saltare agilmente tutta la fila dicendo semplicemente alle guardie che si vuole vedere la mostra di Damiani e tac! Che sali, la grande scalinata, e ti indirizzi agilmente alla biglietteria! Mi auguro vivamente che controllino e che, con le loro stupende radioline, facciano un identick veloce delle persone che desiderano vedere solo la mostra di Damiani e non saltare la fila a piè pari! Va be puntiamo tutto sul fatto che ci sono tante persone oneste!

Arriviamo alla mostra vera e propria, carina e ben strutturata, peccato che faccia proprio da corridoio per l'altra mostra ed essendoci scritto a caratteri cubitali "Manet" attrae tanta gente, quindi un via vai di persone a non finire e con tanto di guardie che dirigono il traffico con frasi di sottofondo come: " Fa salire altri 10!" "Gruppo in arrivo!" "Ferma per un po' c'è tappo!" ecc...

 

Girovaghiamo un po' tra teche piene di luccichini, video e strani strumenti, finché a un certo punto arriva una ragazza che ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto.( Si certo che  abbiamo bisogno di sapere come scassinare una di queste simpatiche teche e portare via il prezioso contenuto per poi indossarlo alla prima occasione utile tipo, non so,  il compleanno della nonna!) Non cogliamo a pieno cosa voglia dire e chi sia... Stiamo zitte e dopo un po', con mille punti interrogativi in faccia, le diciamo che siamo a posto e la ringraziamo (non si sa bene di cosa!). Poi capiamo che è una guida e fa un sacco di spiegazioni interessanti. (babbe noi!) Quindi ci aggreghiamo a un gruppetto di persone che più acutamente di noi hanno ben interpretato l'aiuto della ragazza.

(Capperi non ci aspettavamo minimamente che ci fosse una guida ad una mostra gratuita! Damiani ha cash!) Grazie alla giovane e decisa ragazza capiamo molto più.

Girare a zonzo per le mostre è bello ma quando hai qualcuno che, nel mentre che ti guardi intorno, ti racconta anche una storia, ed anima quello che vedi, è da sindrome di Stendhal! È un po' come tornare bambini, seduti sulla poltrona vicino al gatto, la nonna che ti sorveglia da lontano, libretto sulle gambette ed il registratore che parte ed inizia:

"Mille ce n'è di fiabe nel mio cuore da narrar. ..." 

Tornando al 2017, anzi nel 1924 quando Enrico Grassi Damianai a Valenza fonda la sua azienda nel cuore del distretto orafo italiano. Grazie alla sua abilità come maestro orafo riesce ad avere committenze molto importanti tra cui anche dalla famigliare reale italiana. Attualmente l'azienda, ancora a Valenza, ed è gestita dai discendenti di terza generazione ed impiegano circa 80-90 persone. La guida sulla storia dell’artigianalità dell’azienda, picchia abbastanza. Ora sicuramente i pezzi in mostra sono delle opere d’arte, delle meraviglie, e non dubito che siano fatte a mano, ma non sono troppo convinta che questa artigianalità sia mantenuta anche sui prodotti di fascia più bassa (..quando hai boutique in tutto il mondo e continui ad aprirne, il fatto a mano, mi sa che viene un po’meno…  bah..ma magari mi sbaglio.) A parte questa mia perplessità, la guida è veramente brava, racconta di tecniche, materiali e ci fa notare particolari che da sole non avremmo di certo visto. I pezzi della prima sala sono quelli storici che abbracciano circa i 90 anni della storia della maison: anni 20, anni 30, anni 40...ecc.. .

Il pezzo degli anni '20 è sublime! Sono presenti anche gli schizzi e gli studi preparatori . Adoro gli anni ’20, forse una moda di questi ultimi tempi e nella sposa c’è un gran ritorno di questo stile. Gli abiti  Di Jenny Packham cadono a pennello con questo genere di collana. Ad esempio gli abiti Azalea e Dentelle.

 

 

La colanna in questione si chiama Charleston, spettacolare collana-piuma (dubito che il peso sia di piuma!) può essere portata in vari modi con la piuma che ricade in mezzo hai seni (si certo, per chi è stato dotato.. ha me la piumetta finirebbe bella piatta sullo sterno!) oppure dietro sulla schiena in mezzo alla scapole (quelle le ho e sono piuttosto evidenti!sob!) In più la piuma è staccabile e può essere usata come spilla e la collana rigida diventare quasi mettibile tutti i giorni...o quasi.

 

 

 

18 "Oscar" per la gioielleria.

La seconda sala è dedicata ai 18 Diamonds International Awards. Attualmente questo concorso non esiste più, fondato dalla  De Beers e andato avanti per circa 50 anni. La Damiani ha vinto gli "Oscar" per la gioielleria 18 volte, appunto, detenendo il record di vincite.

 

 

 

"Bloody Mary"

Collana

1986

 

Palesemente ispirato alle antiche gorgiere del 1500, la guida parlava specificatamente del periodo Elisabettiano.

Solo, il titolo, mi rimanda (o al cocktail come tutti!) o alla sorella di Elisabetta, Maria I d'Inghilterra, divenuta regina prima della longeva Elisabetta I. Fu così soprannominata per il suo violento tentativo di riportare l'Inghilterra alla fede cattolica. Risultato: un bagno di sague, appunto, Bloody Mary.

(Però lei non è che fosse ritratta con tutte ste grandi gorgiere e questa moda per noi bizzarra arriva un po' dopo...ma non facciamo i precisi!)

 

Stupenda! Super movimentata e mi da quasi l'idea che sia morbidosa-gommosa invece è bella stagna, oro giallo con 1,120 diamanti. Sembra quasi una creatura marina così sospesa nella teca. E a proposito ecco un bracciale proprio del mondo marino.

"Piovra"

bracciale

 1990

Piani variamente ondulati in oro giallo e ardesia illuminati da giusto, giusto quei 958 diamanti per un totale di 80 carati. Super luminoso e  Il nome lo trovo azzeccatissimo sai per la parte in ardesia, lavorata così finemente (sembra veramente la pelle del polipo, più cotta che cruda) sia per il fatto che ti da proprio l'idea che dei tentacoli ti stringano il polso.

Dall'acqua all'assenza compeleta...

"Sahara"

bracciale

oscar mondiale della gioielleria del 1996

Super bracciale a onde o meglio a dune. Oro bianco e1,865 diamanti. Il Brillantissimo accessorio è indossato dall’attrice Tilda Swinton nella serata degli Oscar 2008. Super fotografato e reso celebre anche grazie al fatto che l’attrice ha vinto l’Oscar come attrice non protagonista per il  film Micheal Clayton.

 

La collezione fiori d'arancio

 31 Gennaio 1952, Nicola Romanov e Sveva Della Gherardesca si sposano a Cannes e la tiara floreale della sposa è l’ispirazione per questa collezione. Il masterpiece è questa lussuosa e sinuosa tiara.

 

Il progetto è nato in collaborazione tra Daminai e la nipote degli augusti sposi del 1952, Nicoletta Romanoff. Con la scelta della modella-collaboratrice l’allure degli antichi fasti imperiali degli zar sono assicurati, come dare un anima ad un oggetto. Perfetto storytelling!

Nicoletta alla cena di gala di Daminai con  la meravigliosa tiara.

Probabilemente perchè sono amante del balleto ma mi ricorda inesorabilemente la sforutunata Odette, del fa famoso lago dei cigni (tra altro un balletto russo, sarà un caso?!)

 

 

Questa donna è, simbolicamente, quasi sempre presente almeno 1 volta alla settimana alle nostre tavole, vedi la pizza Margherita a lei dedicata (anche se poi pare un falso storico ma è bello pensare ad una pizza dedicata a lei.) Così i gioiellieri hanno deciso di dedicargli un' intera collezione di gioelleilli e ovviamnte ci sono margherite a profusione! Petalosa!

 

 

 

Sono così entusiasta della mostra che vorrei comperare il catalogo, così mi informo su dove è possibile comperarlo. (Grave errore!) La ragazza, che ci ha fatto da guida, sa che al bookshop non è disponibile e non sa cosa consigliarmi, così interviene un'altra guida e, con fare super deciso, mi dice che è possibile prenderlo in boutique In Monte Napoleone. Non ci credo. Come scusa?! Richiedo e mi dice di andare proprio in negozio che lo danno gratis. Gratis??? Eee??? A si?! Mi pare una cagata! Ma sai mai! (gratis non ci credo ma magari lo vendono!) Passando già da quelle parti decido di scoprire se è vero. Entro in negozio e ovviamente tutti super impettiti e seriosi. (ma rilassatevi! Vendete gioielli non siete medici che trattate con malati terminali!) Chiedo alla commessa, la quale chiede a un altro, il quale mi fa parlare con il direttore del negozio. (..E la madonna per un libro!?) Il signor direttore, con estrema gentilezza, mi fa il terzo grado: ma che libro? Ma cosa ci devi fare con il libro? Ma..ma…? Uf! Allora lo vendi o non lo vendi sto libro? C’è l’hai ho no? Alla fine sto libro non c’è, oppure c’è, ma lo danno ha chi fa un super acquisto (e ci sta) o spara cazzate molto bene tipo la ragazza che mi ha raccontato sta roba. (Le minkiate quando si dicono si devono dire con convizione! E tutto va bene!) Va be, vado a cercare dove si comperano i libri ovvero: La Libreria. Magari ne sanno di più che una gioielleria (anche se il libro è loro.) Ne giro un po’ e alla fine scopro:

1) non è il catalogo della mostra ma è un libro scritto per celebrare i 90 anni della maison e stampato nel 2014

2) nelle librerie è difficile da trovare inquanto fuori produzione

3) devo  cercare nell'usato al Libraccio o on-line tipo Ebay.

 

4) Trovato su Ebay alla modica cifra di 130 euro (un po' tantino al momento)

5) aggiungo alla lunga lista dei desideri!

 

Vi saluto con la pagina finale della piccola guardiana d'oche della fiabe sonore con qualche inserzione preziosa ;)

 

 

 

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